“Gli Aristojazz” e l’acustica dinamica

“GLI ARISTOJAZZ” E L’ACUSTICA DINAMICA

I Balocchi in scena in collaborazione con il SAE Institute

Messina – È decisamente uomo di backstage. La sua passione è l’audio. Ha mosso i primi passi da piccolissimo, al fianco di Sasà Neri e con una famiglia orgogliosa che lo aiutava a mettersi alla prova. Aveva dieci anni quando ha provato per la prima volta a maneggiare un mini desk tecnico durante uno spettacolo live. Anno dopo anno, si è fatto le ossa. Ed è – infatti – uno dei grandi giovani talenti di cui si compone la storia della Compagnia dei Balocchi. Poi si è iscritto al SAE Institute di Milano e oggi consegue il Bachelor of Arts in Audio Production, diventa cioè ingegnere del suono.

Simone Lo Presti, che in questi anni ha lavorato con il nome d’arte di Dj Biscotto, scelto quando era un bambino, è una delle ragioni fondamentali (assieme alle tante richieste degli spettatori) per le quali Sasà Neri ripropone, in nuovo allestimento, “Gli Aristojazz” dei Balocchi il 7 dicembre alle ore 21 al Teatro Annibale di Messina, con, tra gli altri, Alessandra Borgosano nel ruolo di Duchessa, Davide Colnaghi nel ruolo di Romeo, Gabriele Casablanca nei panni di Edgard, Michele Espro in quelli di Scat Cat e Margherita Frisone nella sua esilarante versione di Groviera).

Grazie a questa messinscena, a cui Simone Lo Presti ha dedicato la sua tesi per il Bachelor, a vent’anni appena compiuti, DJ Biscotto corona il sogno di sviluppare dal vivo il suo progetto di disegno fonico che riesce a dimostrare la possibilità di creare un set up audio adattabile ai diversi musical lasciando un margine d’intervento all’operatore. Tra protocolli di trasmissione digitale e altre “diavolerie”, si tratta di “dimostrare la versatilità del set up progettato”. In due parole, una cosa che si chiama “acustica dinamica”. “Con la Compagnia dei Balocchi – dice Simone – sono cresciuto. C’è un bellissimo rapporto con tutti i performers, e soprattutto con Sasà Neri. Inoltre, lo scorso quadrimestre abbiamo realizzato al SAE la produzione discografica de ‘Gli Aristojazz’ e quindi lo spettacolo del 7 dicembre è il giusto modo per poter completare tutto il processo di produzione audio del musical”.  

Non meno importante il Teatro scelto. Il Teatro Annibale di Messina è la “casa” della Stagione della Luna nella quale si esibiscono Compagnia dei Balocchi e Teatro degli Esoscheletri di Sasà Neri. Ma, soprattutto, è una struttura dalle caratteristiche tecniche ottimali, tanto che ha superato subito il rigoroso vaglio del SAE Institute che collabora alla realizzazione de “Gli Aristojazz” come una sorta di “controllore da remoto” del versante audio. “Spero – conclude Simone Lo Presti – che la sera del 7 dicembre il pubblico possa godere al meglio di tutte le sfumature sonore di questo magnifico spettacolo e possa ancor più apprezzare le ottime strutture (come l’acustica del teatro che ci ospita) che la città di Messina ci offre”.

????????????????????????????????????

 

Teatro Mandanici, il “regalo” di Tullio Solenghi

Barcellona Pozzo di Gotto – L’aveva raccontato dietro le quinte de “Le parole volano”: durante uno spettacolo del Trio a Roma c’era stato un vero allarme bomba; solo che il pubblico non ci aveva creduto; aveva pensato che facesse parte dello show e non aveva lasciato la platea. Capita quando gli spettatori si stanno molto divertendo.

Ed è capitato anche ieri, al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto. Tanto che Tullio Solenghi, protagonista del “Decameron”, è rimasto a lungo “bloccato” dagli applausi sul palco e ha chiuso il sipario al grido di “c’è una bomba in teatro”, uno scherzo complice tra lui e la sala, l’ennesimo momento di amicizia che l’attore ha regalato alla comunità del Longano. Regalo, sì, perché come Solenghi ha detto scherzosamente nel pomeriggio, durante la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione allo stage, per il teatro Mandanici, per il sindaco Roberto Materiae per il direttore artistico Sergio Maifredi l’artista ha compiuto un atto che per un genovese è “contro natura”: in questo “Decameron” si è esibito gratis.

 

Uno dei tanti “sì” che Solenghi ha offerto a Barcellona Pozzo di Gotto, non meno importante di quello che l’ha condotto anche in visita alla casa circondariale diretta da Nunziante Rosania. Un incontro, pure questo, che l’attore ha gestito con delicatezza e sensibilità, strappando sorrisi e confidenza in un contesto decisamente inusuale. La giornata di Solenghi, fuori e dentro il teatro, on stage e backstage, è stata insomma di quelle da ricordare.

 

Non per caso. L’attore ha voluto ripercorrere il proprio legame con la Sicilia e ha raccontato di essere stato “scoperto” e portato in tv da Pippo Baudo, ma anche di aver avuto l’occasione, da attore alle prime armi, di stare al fianco del grande Turi Ferro.

 

Momenti che hanno segnato la sua vita professionale. Anche per questo, nel congedarsi dai cinque giovani stagisti, Martina Genovese, Veronica Giambò, Dario Lombardo, Graziano Molino e Fabio Pirrotta, Solenghi ha augurato loro che nei prossimi anni possano ricordare l’esperienza al Teatro Mandanici come un passaggio importante nel percorso di realizzazione dei loro sogni artistici. 

A SANTAGATA MILITELLO LA IV EDIZIONE DEL PREMIO ANTIMAFIA „FRANCESCA SERIO”

Il prossimo sabato 18 novembre 2017, a Sant’Agata Militello, si terrà presso il Castello Gallego, la quarta edizione del premio “Francesca Serio”. Un premio antimafia nato per affermare il diritto delle siciliane, dei siciliani ad un futuro libero dalla mafia e dalla sopraffazione.
*** Il premio organizzato dal Circolo Socialista Nebroideo Indipendente “Italo Carcione” in collaborazione con l’Associazione URIOS e l’Associazione Nazionale Amici di Attilio Manca, vedrà dopo il saluto delle Autorità cittadine rappresentate dal Sindaco,
Dott. Carmelo Sottile,dal presidente del Civico Consesso, Avv. Melinda Recupero e dal Dirigente del Commissariato di P.S., Dott. Daniele Manganaro e del Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi, Dott. Giuseppe Antoci gli interventi di:

 di Augusta Schiera
 di Vincenzo Agostino
 Fabio Cannizzaro, responsabile del Circolo Socialista Nebroideo Indipendente
”Italo Carcione” e Coordinatore Regionale di Risorgimento Socialista della Sicilia;
 dello scrittore Luciano Armeli Iapichino;
 dell’ avvocato Gianluca Manca
È inoltre previsto l’intervento dell’ex magistrato ed avvocato Antonio Ingroia
Sarà un’occasione concreta per inverare l’esempio di una siciliana eccezionale, Francesca
Serio, prima donna in Sicilia ed in Italia, che si oppose, a viso aperto, alla mafia che, il 16 maggio 1955, le aveva ucciso il figlio: il militante e sindacalista socialista Salvatore Carnevale.
I Socialisti del Circolo Nebroideo Indipendente “Italo Carcione” ricorderanno Francesca Serio conferendo un premio, a Lei intitolato, che vuole rappresentare un occasione di  concreta vicinanza e solidarietà a tutte quelle donne che in Sicilia, e non solo , hanno lottato e lottano contro le mafie per la verità, per la giustizia e contro ogni forma di violenza e sopraffazione.
Il premio verrà assegnato, in questa terza edizione, a Augusta Schiera e Vincenzo  Agostino rispettivamente , madre e padre di Nino Agostino e suoceri di Ida Castelluccio, ambedue barbaramente assassinati da mano mafiosa, a Villagrazia di Carini, il 5 agosto 1989”.

 

Per ulteriori informazioni o chiarimenti: [email protected]

Comunicato arrivo Sacre reliquie di San Rocco a Calderà 13 Agosto 2017 ore 18,30

Comunicato di fratel Costantino De Bellis custode delle Sacre Reliquie di San Rocco

“Carissimi devoti, pellegrini ed amici di San Rocco comunità tutte sul quotidiano di oggi è uscita la notizia dell’arrivo oggi delle reliquie di San Rocco …… questo comunicato è diramato per confermarsi che le reliquie di San Rocco arriveranno come da programma il 13 agosto a alle ore 18:30 CALDERA e ripartiranno il 19 agosto alle ore 9:00.”

fratel Costantino De Bellis

Allerte e richiami alimentari. Nasce l’app “FoodSafeIT” nuovo strumento per informare istantaneamente i consumatori

Lo “Sportello dei Diritti”, da anni impegnato anche in una costante e quotidiana informazione su allerte e richiami alimentari da parte delle autorità nazionali ed europee ed imprese dell’alimentare, è entusiasta nell’annunciare il lancio al pubblico dell’app FoodSafeIT realizzata da Carlo Alberto Spinoso, dottore in Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. FoodSafeIT è una app gratuita che permette di ricevere in tempo reale tutte le informazioni su allerte e richiami alimentari che si verificano in Italia ed è quindi un nuovo strumento a tutela della salute dei consumatori. L’obiettivo dello sviluppo di questa app, è quello di comunicare tempestivamente, in modo chiaro, semplice e puntuale tutte le informazioni sui richiami alimentari ai consumatori affinché questi possano identificare e gestire correttamente il prodotto oggetto di allerta. Condividendo gli intenti ed il pensiero del dottor Spinoso, in questi anni di attività abbiamo appurato che non è corretto lasciare al solo consumatore il compito di informarsi su ipotetiche allerte, in quanto il rischio per la salute che caratterizza i richiami alimentari è molto alto e dovrebbe essere supportato da un’informazione immediatamente conoscibile da parte del consumatore per orientarlo correttamente nelle proprie scelte e per salvaguardare preventivamente la propria salute.

L’App è disponibile gratuitamente sul PlayStore, non ha alcun fine di lucro, ed è scaricabile dal Play Store (Android)

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.garritano.foodsafe&hl=it

A breve l’applicazione sarà disponibile anche per dispositivi IOS (iPhone/iPad).

Questo è il link al sito web: http://www.foodsafeit.com/

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, fa sapere che d’ora in avanti tutte le allerte e richiami alimentari comunicati dall’associazione verranno pubblicati anche tramite l’app FoodSafeIT

Festa e Peregrinatio delle Sacre Reliquie di San Rocco Barcellona 2017

Carissimi amici di San Rocco , cari cittadini di Caldera e devoti di San Rocco ,
Con immensa gioia posso annunciarvi che quest’anno per la festa liturgica del nostro amico e patrono San Rocco le sue Reliquie saranno ospiti dal 13 al 19 agosto nella stupenda terra siciliana esattamente nella comunità di Caldera Me .
Tutta la comunità unitamente alle località vicine e all’intera regione Sicilia , vivrà in questi giorni , un momento di particolare intensità spirituale in occasione della storica visita delle reliquie insigni di San Rocco , patrono di Caldera come di moltissime comunità dell’isola .
AMICI cari sarà un occasione unica per rinnovare la nostra fede , rinvigorire la vita spirituale , celebrare l’essere Chiesa in cammino sulla strada della Santità assieme ad un campione di fede e carità .
Sono certo che la comunità di Caldera’ che in occasione dell’arrivo delle Reliquie ha voluto anche associarsi alla nostra grande famiglia degli Amici di San Rocco per intraprendere un cammino spirituale sulle orme del pellegrino di Montpellier sarà anche pronta ad accogliere tutti i pellegrini e devoti che affluiranno da località vicine e lontane .
Sarà occasione per conoscere più intimamente , spiritualmente la vita di un pellegrino , di un uomo , di un santo di un amico e poter riflettere  sulla modernità del messaggio di San Rocco.
C’e una profonda coerenza di fondo nell’esperienza di questo giovane ricco che accoglie il messaggio evangelico e lo fa suo fino alle estreme conseguenze: cede i suoi beni, va verso una terra ignota, diventa “ospite” negli alloggi di fortuna che incontra lungo la strada, si fa “servo” verso ammalati nel fisico e nello spirito. Il tutto come “un’ombra che passa”,  senza lasciare apparentemente traccia nella storia umana. Non beni, non opere di elevato ingegno, non filosofie o potere, nemmeno un’immagine, un nome, una data  scritta o pubblicata per farne conoscere la grandezza del cuore e dello spirito. Eppure Dio gli ha dato un dono speciale che egli elargisce a piene mani, diventando uno dei santi intercessori per antonomasia in tutto il mondo cristiano, ben oltre i confini della propria terra.
La presenza dei resti mortali di San Rocco dovrà spronare tutti a ripartire con maggior vigore e entusiasmo nel cammino di fede personale , parrocchiale e di ogni cristiano .
È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi amici e devoti di San Rocco come indegno custode delle sue reliquie perché dinnanzi alle sacre spoglie , vogliamo rinnovare insieme nell’unico Spirito la nostra fede nel Dio misericordioso e nel suo Figlio Gesù nostro Salvatore .
Il guardiano delle Reliquie di San Rocco
Fratel Costantino

Nasce la A.S.D. Academy Barcellona

Nasce la A.S.D. Academy Barcellona, una nuova realtà che si occuperà di calcio giovanile sul territorio. L’associazione, nata da diverse esperienze nel settore, ha già definito il suo organigramma societario che sarà così composto:
Presidente: Danilo Gelsomino
Vicepresidente: Mario Trifilò
Segretario: Salvatore Buccheri
Staff Tecnico qualificato UEFA B e UEFA C
Relazioni esterne: Benedetto Orti Tullo
Resp. Social e commerciale: Nino Ballariano
L’obiettivo primario della nuova realtà è quello di creare una scuola calcio di qualità con staff tecnico qualificato. Per questo si è scelta l’affiliazione al Genoa F.F., i cui tecnici professionisti seguiranno costantemente la crescita dei ragazzi.
La società utilizzerà come strutture i campi di calcio a 5 e a 7 in erba di Barcellona P.G., località Montepiselli.

PEREGRINATIO DELL’URNA RELIQUIARIO DEL TRANSITO E DEL PRODIGIOSO BRACCIO DI SAN ROCCO . DAL 13 AL 19 AGOSTO CALDERA BARCELLONA P.G (ME)

PEREGRINATIO DELL’URNA RELIQUIARIO DEL TRANSITO E DEL PRODIGIOSO BRACCIO DI SAN ROCCO .
DAL 13 AL 19 AGOSTO  CALDERA  BARCELLONA P.G (ME)
Carissimi amici di San Rocco , cari cittadini di Caldera ( Barcellona P.G. e devoti di San Rocco ,
Con immensa gioia posso annunciarvi che quest’anno per la festa liturgica del nostro amico e patrono San Rocco le sue Reliquie saranno ospiti dal 13 al 18 agosto nella stupenda terra siciliana esattamente nella comunità di Caldera Barcellona P.G. Me .
Tutta la comunità unitamente alle località vicine e all’intera regione Sicilia , vivrà in questi giorni , un momento di particolare intensità spirituale in occasione della storica visita delle reliquie insigni di San Rocco , patrono di Caldera come di moltissime comunità dell’isola .
AMICI cari sarà un occasione unica per rinnovare la nostra fede , rinvigorire la vita spirituale , celebrare l’essere Chiesa in cammino sulla strada della Santità assieme ad un campione di fede e carità .
Sono certo che la comunità di Caldera’ che in occasione dell’arrivo delle Reliquie ha voluto anche associarsi alla nostra grande famiglia degli Amici di San Rocco per intraprendere un cammino spirituale sulle orme del pellegrino di Montpellier sarà anche pronta ad accogliere tutti i pellegrini e devoti che affluiranno da località vicine e lontane .
Sarà occasione per conoscere più intimamente , spiritualmente la vita di un pellegrino , di un uomo , di un santo di un amico e poter riflettere  sulla modernità del messaggio di San Rocco.
C’e una profonda coerenza di fondo nell’esperienza di questo giovane ricco che accoglie il messaggio evangelico e lo fa suo fino alle estreme conseguenze: cede i suoi beni, va verso una terra ignota, diventa “ospite” negli alloggi di fortuna che incontra lungo la strada, si fa “servo” verso ammalati nel fisico e nello spirito. Il tutto come “un’ombra che passa”,  senza lasciare apparentemente traccia nella storia umana. Non beni, non opere di elevato ingegno, non filosofie o potere, nemmeno un’immagine, un nome, una data  scritta o pubblicata per farne conoscere la grandezza del cuore e dello spirito. Eppure Dio gli ha dato un dono speciale che egli elargisce a piene mani, diventando uno dei santi intercessori per antonomasia in tutto il mondo cristiano, ben oltre i confini della propria terra.
La presenza dei resti mortali di San Rocco dovrà spronare tutti a ripartire con maggior vigore e entusiasmo nel cammino di fede personale , parrocchiale e di ogni cristiano .
È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi amici e devoti di San Rocco come indegno custode delle sue reliquie perché dinnanzi alle sacre spoglie , vogliamo rinnovare insieme nell’unico Spirito la nostra fede nel Dio misericordioso e nel suo Figlio Gesù nostro Salvatore .
Il guardiano delle Reliquie di San Rocco
Fratel Costantino

E ufficioso le reliquie del corpo di San Rocco ad agosto per i festeggiamenti di San Rocco ospiti nella parrocchia San Rocco di Caldera di Barcellona pozzo di gotto Me .

La Chiesa venera le reliquie dei santi, essa crede che Dio invia la sua grazia a chi pone fede e speranza in esse. La grazia dei santi è illimitata perché l’hanno ricevuta dal Cristo e le loro reliquie hanno una forza miracolosa conferita dallo Spirito Santo. Le sante reliquie provano che il corpo dell’uomo è chiamato alla risurrezione e alla trasfigurazione future. La vita di santità non opera soltanto sull’anima del santo, ma sul suo corpo

Non dimentichiamo che nel Cristianesimo, il corpo è considerato un tempio dello Spirito Santo, e basta questo per giustificare il culto delle reliquie miracolose. Solo la filosofia pagana di Platone, dei neo-platonici, degli orfici e di altre scuole ha considerato il corpo una prigione dell’anima. Il corpo è una prigione quando l’anima è malvagia, per il santo e il cristiano che vuole diventare santo, il corpo è un tempio. Giusto è quindi utilizzare per scopi iconografici le particelle di un frammento di reliquia di ben sicura autenticità.

Le reliquie dei santi si utilizzano anche per una icona della Madonna o del Cristo o della Trinità, perché i santi sono nella Gloria di Dio ed il loro corpo appartiene a questa Gloria. I Santi sono Santi in Cristo.

Le reliquie corporali dei santi si possono incorporare nella preparazione della tavola di cipresso di una icona, cioè in quello strato di alabastro pesto e misto a colla, perché come scrive Nicola Cabasilas:

“Nulla infatti più dei martiri è prossimo ai misteri di Cristo: essi hanno in comune con il Cristo il Corpo e lo Spirito, il tipo di morte e tutto. Mentre erano in vita il Cristo era in loro, dopo la morte non abbandona le loro spoglie. È unito alle anime, ma è congiunto e commisto anche a questa polvere sorda; anzi, se è dato di trovare e di possedere il Salvatore in qualcuna delle realtà visibili, ciò è possibile proprio nelle ossa dei santi.

Perciò, giunto al tempio, il vescovo apre loro le porte con le medesime parole con le quali avrebbe introdotto il Cristo e infine rende loro quasi gli stessi onori che ai santi doni. Del resto – scrive sempre Cabasilas – queste ossa sono vero tempio di Dio e vero altare, mentre il tempio fabbricato dalla mano dell’uomo non è che un’imitazione del vero. Ecco perché era conveniente collocare queste ossa in quell’edificio e servirsi di esse per completare la consacrazione del tempio, come la nuova legge porta
a compimento l’antica’”.

Il valore delle ossa dei santi è ricordato da molti uomini di Dio: San Cirillo di Alessandria in Catechesis, XVIII,16 scrive: “Anche quando l’anima non è più presente, c ‘è una forza nei corpi dei santi”.

E San Giovanni Damasceno, De imaginibus, 1,19: “I Santi erano pieni di Spirito Santo in vita, e la grazia dello Spirito Santo è inseparabilmente presente alle loro anime e ai loro corpi nei sepolcri”.

Simeone di Tessalonica, De sacro templo, 118, PG 155, 321 cd:
“Le reliquie sono poste nel santissimo calice, perché coloro che hanno combattuto per il Signore partecipano del suo stesso onore: … per questo il vescovo le tiene nel calice al di sopra del corpo, come quando venera gli stessi divini misteri, il corpo e il sangue del Signore”.

Le reliquie di San Rocco e di tutti i santi lanciano il seguente messaggio: non sono la nullificazione dell’essere umano ma la testimonianza dell’esistenza, in chi è investito di grazia, di “germi d’eternità”.

Alle reliquie, infatti, è legata una frase del Credo con la quale si professa la resurrezione dei corpi. Tale frase è il cardine della fede cristiana al punto che lo stesso san Paolo disse: “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Cor 13,14).
Attraverso la sua peregrinatio San Rocco continua ad essere il grande pellegrino di Dio. Il Santo lasciò la sua casa e la sua patria per fare della sua vita un pellegrinaggio. Il suo peregrinare vuole continuare a parlarci di Gesù, di quando è importante incontrarlo, nutrirci di Lui che è il tre volte santo. Incontrare San Rocco, conoscerlo e venerarlo alla presenza dei suoi resti mortali deve essere un confidargli i nostri desideri, le nostre attese, le paure, le speranze con le quali spesso andiamo avanti attendendo albe di prosperità e lidi di vera gioia. A lui chiediamo come andare avanti, come superare le prove quotidiane che la vita ci pone; a lui, amico, maestro di vita e testimone di fede, chiediamo conforto; come San Rocco impariamo ad accettare le prove della vita, accettare il dono della sofferenza, della solitudine, della carità verso i fratelli più poveri; che come lui sappiamo attendere le promesse di Gesù. <<Allora il re dirà ai giusti: “Venite benedetti dal Padre mio, entrate nel Regno che è stato preparato per voi fin dalla creazione del mondo…..”>> (Mt.25).

Inviato da iPad

di San Rocco ospiti nella parrocchia San Rocco di Caldera di Barcellona pozzo di gotto Me .

Le Reliquie dei Santi
La Chiesa venera le reliquie dei santi, essa crede che Dio invia la sua grazia a chi pone fede e speranza in esse. La grazia dei santi è illimitata perché l’hanno ricevuta dal Cristo e le loro reliquie hanno una forza miracolosa conferita dallo Spirito Santo. Le sante reliquie provano che il corpo dell’uomo è chiamato alla risurrezione e alla trasfigurazione future. La vita di santità non opera soltanto sull’anima del santo, ma sul suo corpo.

Non dimentichiamo che nel Cristianesimo, il corpo è considerato un tempio dello Spirito Santo, e basta questo per giustificare il culto delle reliquie miracolose. Solo la filosofia pagana di Platone, dei neo-platonici, degli orfici e di altre scuole ha considerato il corpo una prigione dell’anima. Il corpo è una prigione quando l’anima è malvagia, per il santo e il cristiano che vuole diventare santo, il corpo è un tempio. Giusto è quindi utilizzare per scopi iconografici le particelle di un frammento di reliquia di ben sicura autenticità.

Le reliquie dei santi si utilizzano anche per una icona della Madonna o del Cristo o della Trinità, perché i santi sono nella Gloria di Dio ed il loro corpo appartiene a questa Gloria. I Santi sono Santi in Cristo.

Le reliquie corporali dei santi si possono incorporare nella preparazione della tavola di cipresso di una icona, cioè in quello strato di alabastro pesto e misto a colla, perché come scrive Nicola Cabasilas:

“Nulla infatti più dei martiri è prossimo ai misteri di Cristo: essi hanno in comune con il Cristo il Corpo e lo Spirito, il tipo di morte e tutto. Mentre erano in vita il Cristo era in loro, dopo la morte non abbandona le loro spoglie. È unito alle anime, ma è congiunto e commisto anche a questa polvere sorda; anzi, se è dato di trovare e di possedere il Salvatore in qualcuna delle realtà visibili, ciò è possibile proprio nelle ossa dei santi.

Perciò, giunto al tempio, il vescovo apre loro le porte con le medesime parole con le quali avrebbe introdotto il Cristo e infine rende loro quasi gli stessi onori che ai santi doni. Del resto – scrive sempre Cabasilas – queste ossa sono vero tempio di Dio e vero altare, mentre il tempio fabbricato dalla mano dell’uomo non è che un’imitazione del vero. Ecco perché era conveniente collocare queste ossa in quell’edificio e servirsi di esse per completare la consacrazione del tempio, come la nuova legge porta
a compimento l’antica’”.

Il valore delle ossa dei santi è ricordato da molti uomini di Dio: San Cirillo di Alessandria in Catechesis, XVIII,16 scrive: “Anche quando l’anima non è più presente, c ‘è una forza nei corpi dei santi”.

E San Giovanni Damasceno, De imaginibus, 1,19: “I Santi erano pieni di Spirito Santo in vita, e la grazia dello Spirito Santo è inseparabilmente presente alle loro anime e ai loro corpi nei sepolcri”.

Simeone di Tessalonica, De sacro templo, 118, PG 155, 321 cd:
“Le reliquie sono poste nel santissimo calice, perché coloro che hanno combattuto per il Signore partecipano del suo stesso onore: … per questo il vescovo le tiene nel calice al di sopra del corpo, come quando venera gli stessi divini misteri, il corpo e il sangue del Signore”.

Le reliquie di San Rocco e di tutti i santi lanciano il seguente messaggio: non sono la nullificazione dell’essere umano ma la testimonianza dell’esistenza, in chi è investito di grazia, di “germi d’eternità”.

Alle reliquie, infatti, è legata una frase del Credo con la quale si professa la resurrezione dei corpi. Tale frase è il cardine della fede cristiana al punto che lo stesso san Paolo disse: “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Cor 13,14).

Attraverso la sua peregrinatio San Rocco continua ad essere il grande pellegrino di Dio. Il Santo lasciò la sua casa e la sua patria per fare della sua vita un pellegrinaggio. Il suo peregrinare vuole continuare a parlarci di Gesù, di quando è importante incontrarlo, nutrirci di Lui che è il tre volte santo. Incontrare San Rocco, conoscerlo e venerarlo alla presenza dei suoi resti mortali deve essere un confidargli i nostri desideri, le nostre attese, le paure, le speranze con le quali spesso andiamo avanti attendendo albe di prosperità e lidi di vera gioia. A lui chiediamo come andare avanti, come superare le prove quotidiane che la vita ci pone; a lui, amico, maestro di vita e testimone di fede, chiediamo conforto; come San Rocco impariamo ad accettare le prove della vita, accettare il dono della sofferenza, della solitudine, della carità verso i fratelli più poveri; che come lui sappiamo attendere le promesse di Gesù. <> (Mt.25).

E ufficioso le reliquie del corpo di San Rocco ad agosto per i festeggiamenti di San Rocco ospiti nella parrocchia San Rocco di Caldera di Barcellona pozzo di gotto Me .

Le Reliquie dei Santi
La Chiesa venera le reliquie dei santi, essa crede che Dio invia la sua grazia a chi pone fede e speranza in esse. La grazia dei santi è illimitata perché l’hanno ricevuta dal Cristo e le loro reliquie hanno una forza miracolosa conferita dallo Spirito Santo. Le sante reliquie provano che il corpo dell’uomo è chiamato alla risurrezione e alla trasfigurazione future. La vita di santità non opera soltanto sull’anima del santo, ma sul suo corpo.

Non dimentichiamo che nel Cristianesimo, il corpo è considerato un tempio dello Spirito Santo, e basta questo per giustificare il culto delle reliquie miracolose. Solo la filosofia pagana di Platone, dei neo-platonici, degli orfici e di altre scuole ha considerato il corpo una prigione dell’anima. Il corpo è una prigione quando l’anima è malvagia, per il santo e il cristiano che vuole diventare santo, il corpo è un tempio. Giusto è quindi utilizzare per scopi iconografici le particelle di un frammento di reliquia di ben sicura autenticità.

Le reliquie dei santi si utilizzano anche per una icona della Madonna o del Cristo o della Trinità, perché i santi sono nella Gloria di Dio ed il loro corpo appartiene a questa Gloria. I Santi sono Santi in Cristo.

Le reliquie corporali dei santi si possono incorporare nella preparazione della tavola di cipresso di una icona, cioè in quello strato di alabastro pesto e misto a colla, perché come scrive Nicola Cabasilas:

“Nulla infatti più dei martiri è prossimo ai misteri di Cristo: essi hanno in comune con il Cristo il Corpo e lo Spirito, il tipo di morte e tutto. Mentre erano in vita il Cristo era in loro, dopo la morte non abbandona le loro spoglie. È unito alle anime, ma è congiunto e commisto anche a questa polvere sorda; anzi, se è dato di trovare e di possedere il Salvatore in qualcuna delle realtà visibili, ciò è possibile proprio nelle ossa dei santi.

Perciò, giunto al tempio, il vescovo apre loro le porte con le medesime parole con le quali avrebbe introdotto il Cristo e infine rende loro quasi gli stessi onori che ai santi doni. Del resto – scrive sempre Cabasilas – queste ossa sono vero tempio di Dio e vero altare, mentre il tempio fabbricato dalla mano dell’uomo non è che un’imitazione del vero. Ecco perché era conveniente collocare queste ossa in quell’edificio e servirsi di esse per completare la consacrazione del tempio, come la nuova legge porta
a compimento l’antica’”.

Il valore delle ossa dei santi è ricordato da molti uomini di Dio: San Cirillo di Alessandria in Catechesis, XVIII,16 scrive: “Anche quando l’anima non è più presente, c ‘è una forza nei corpi dei santi”.

E San Giovanni Damasceno, De imaginibus, 1,19: “I Santi erano pieni di Spirito Santo in vita, e la grazia dello Spirito Santo è inseparabilmente presente alle loro anime e ai loro corpi nei sepolcri”.

Simeone di Tessalonica, De sacro templo, 118, PG 155, 321 cd:
“Le reliquie sono poste nel santissimo calice, perché coloro che hanno combattuto per il Signore partecipano del suo stesso onore: … per questo il vescovo le tiene nel calice al di sopra del corpo, come quando venera gli stessi divini misteri, il corpo e il sangue del Signore”.

Le reliquie di San Rocco e di tutti i santi lanciano il seguente messaggio: non sono la nullificazione dell’essere umano ma la testimonianza dell’esistenza, in chi è investito di grazia, di “germi d’eternità”.

Alle reliquie, infatti, è legata una frase del Credo con la quale si professa la resurrezione dei corpi. Tale frase è il cardine della fede cristiana al punto che lo stesso san Paolo disse: “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Cor 13,14).

Attraverso la sua peregrinatio San Rocco continua ad essere il grande pellegrino di Dio. Il Santo lasciò la sua casa e la sua patria per fare della sua vita un pellegrinaggio. Il suo peregrinare vuole continuare a parlarci di Gesù, di quando è importante incontrarlo, nutrirci di Lui che è il tre volte santo. Incontrare San Rocco, conoscerlo e venerarlo alla presenza dei suoi resti mortali deve essere un confidargli i nostri desideri, le nostre attese, le paure, le speranze con le quali spesso andiamo avanti attendendo albe di prosperità e lidi di vera gioia. A lui chiediamo come andare avanti, come superare le prove quotidiane che la vita ci pone; a lui, amico, maestro di vita e testimone di fede, chiediamo conforto; come San Rocco impariamo ad accettare le prove della vita, accettare il dono della sofferenza, della solitudine, della carità verso i fratelli più poveri; che come lui sappiamo attendere le promesse di Gesù.

Fanpage di facebook Balena Felice protesta al fenomeno mediatico Blu Whale i consigli della polizia

Creata da un gruppo di giovani e coordinata dal Social Media @NinoBallariano la Fanpage di facebook @balenafelice uno strumento di protesta al fenomeno mediatico “Blu Whale”. Può essere utile a tutti quei giovani per mandare un segnale di aiuto in mondo a loro familiare (I Social) e dove  spesso vengono dimenticati dai propri genitori. Un mondo questo di cui molti adulti sconoscono la pericolosità!!

“A seguito delle numerose segnalazioni pervenute” e “al fine di individuare la presenza di eventuali soggetti che si dedicano ad indurre minorenni ad atti di autolesionismo e al suicidio attraverso l’uso di canali social e app”, la polizia postale ha attivato una serie di interventi per contrastare il ‘Blue Whale Challenge’.

Obiettivo, “intercettare fenomeni di emulazione nei quali pericolosamente possono incorrere i più giovani in Rete in preda alle mode del momento o guidati da un’improvvida fragilità, magari condivisa con un gruppo di coetanei”, si legge su ‘Una vita da social’.

Il profilo Facebook della polizia – contro questa “pratica che sembrerebbe provenire dalla Russia”, proposta come “una sfida in cui un cosiddetto ‘curatore’ manipola la volontà e suggestiona i ragazzi sino ad indurli, attraverso una serie di 50 azioni pericolose (sporgersi da palazzi, cornicioni e finestre), al suicidio” – offre anche una serie di importanti consigli alle famiglie.

– PER I GENITORI
• Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno.

• Prestate attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno-veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4:20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste.

• Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla ‘Balena Blu’ (‘Blue Whale’) parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra ‘roba da ragazzi’ per i ragazzi sia determinante.

• Se vostro figlio/a vi racconta che c’è un compagno/a che partecipa alla sfida ‘Balena Blue’ (‘Blue-Whale’), non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo, recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti a:

– www.commissariatodips.it

– www.facebook.com/commissariatodips

– www.facebook.com/unavitadasocial