Lo studente disabile parla ai giudici. “Vi racconto i miei diritti negati a scuola”

All’inaugurazione dell’anno giudiziario la testimonianza di un giovane: “Perché si deve pagare il ricorso al tribunale per veder riconosciuto ciò che ci spetta?”

Si presenta, nella grande aula della corte d’appello di Palermo: “Mi chiamo Manuel Lacerati e frequento il quarto anno dell’istituto Einaudi di Palermo. In questi anni ho frequentato sempre con molto interesse le lezioni a scuola, aiutato da tutti gli insegnanti e anche dai compagni di classe”. Quest’anno, per la prima volta, ci sono anche gli studenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Manuel parla del suo diritto allo studio, spesso ribadito dalle sentenze dei giudici. Continua a leggere

Messina, parla il superteste: “Così distribuivo pacchi della spesa per fare eleggere Francantonio Genovese”

Giuseppe Pernicone, che ha patteggiato una condanna nell’inchiesta che riguarda il parlamentare forzista, rende dichiarazioni spontanee. Accuse anche al cognato, Franco Rinaldi, che si candiderà alle Politiche

“Pacchi della spesa per le campagna elettorale del 2012 e del 2013 per conto di Francantonio GenoveseFranco Rinaldi e Paolo David“. Lo ha detto oggi fornendo dichiarazioni spontanee Giuseppe Pernicone, già condannato assieme al padre, con patteggiamento, per associazione finalizzata alla corruzione elettorale e al voto di scambio in concorso in compagnia – tra gli altri – di Paolo David, Francantonio Genovese e Franco Rinaldi. Rinaldi è dato per candidato certo nelle liste di Forza Italia, mentre Genovese è in procinto di ritirarsi dalla politica: a novembre, però, suo figlio Luigi è stato eletto all’Ars. Continua a leggere

OPERAZIONE GOTHA 7: IL PIZZO SU UNA MEGA VINCITA ALLA SLOT MACHINE. L’AVVERTIMENTO: DUE BOTTIGLIE INCENDIARIE CON CARTUCCE DA FUCILE

Barcellona – Ogni occasione era buona per imporre il “pizzo”. Persino una vincita di 500 mila euro realizzata il 16 settembre del 2011 ad una “slot machine” installata nel punto “Snai di via Del Mare di Barcellona da due giovani del luogo, fatto riportato anche dai giornali e televisioni perché i vincitori per l’eccessivo entusiasmo non hanno saputo tenere riservata la vittoria, è stata “tassata” dal gruppo mafioso che con le estorsioni spaziava da un settore merceologico all’altro. I due giovani vincitori, Giuseppe Bonina e Salvatore Cutropia premiati dalla “slot machine” con la vincita record di ben 500 mila euro

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Evasioni Ex-OPG Villarosa M5S la struttura è da potenziare

La trasformazione dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto in casa di reclusione ha avuto inizio anche a seguito dell’approvazione dell’ordine del giorno 9/02496-A/001 presentato dal deputato barcellonese. Dal mese di novembre 2016, la struttura carceraria di Barcellona Pozzo di Gotto è diventata una struttura molto complessa, una casa circondariale, suddivisa in tre sezioni separate (reclusione, circondariale, trattamentale speciale per minorati psichici sopravvenuti ed ex internati non ancora definitivamente trasferiti altrove).

Nella precedente interrogazione 4-16336 si segnalava che l’ampliamento della struttura non ha riguardato gli agenti di polizia penitenziaria attualmente risultano parecchio sottodimensionati, come unità, rispetto alle reali ed attuali necessità, la superficie da controllare è vastissima e, ad oggi, gli agenti di polizia penitenziaria realmente operanti sono davvero pochissimi e sono ovviamente suddividersi nei tre turni previsti al netto di eventuali assenze dovute ad un massiccio utilizzo dei permessi della legge 104,  malattie, ferie e permessi vari.

Già a luglio del 2017 tre detenuti sono evasi dalla struttura carceraria senza incontrare particolari difficoltà, e, a fine ottobre, a distanza di pochi mesi dal precedente evento, altri due detenuti sono fuggiti dal suddetto carcere, scavalcando il muro di cinta.

Tutti i detenuti sono stati nuovamente catturati ma potrebbe essere utile, per tutti, utilizzare le preziose e limitate risorse economiche per prevenire tali eventi anziché dopo per contenere il danno già avvenuto. Queste situazioni, hanno una buona probabilità di ripetersi se, in tempi brevi, non si prenderanno adeguati e semplicissimi provvedimenti, primo tra tutti l’adeguamento della pianta organica di agenti di polizia penitenziaria realmente operanti nel settore della sicurezza.

Al Ministro abbiamo anche chiesto se ha intenzione di effettuare delle ispezioni/visite nella struttura carceraria barcellonese in modo da constatare in prima persona le condizioni della struttura e valutare di implementare, in tempi brevi, le semplici misure suggerite da noi per migliorare sensibilmente le condizioni di sicurezza dei detenuti, del personale e dei cittadini residenti.

 

Roma 28 Novembre 2017        Alessio Villarosa

Falsi sms per il cambio di password Facebook? Attenti perché potrebbe essere un tentativo di truffa.

Falsi sms per il cambio di password Facebook? Attenti perché potrebbe essere un tentativo di truffa. L’allerta su Commissariato di PS On Line della Polizia Postale. Lo “Sportello dei Diritti”: diffidiamo da messaggi di questo tipo se non abbiamo chiesto di cambiare le credenziali

 

Anche un messaggio che ci comunica un codice per il cambio di credenziali quali username o password d’accesso a Facebook potrebbe nascondere un tentativo di truffa o d’intrusione nei nostri dispositivi. A invitarci a prestare attenzione a questo tipo di comunicazioni che possono giungere sotto forma di sms sui nostri smartphone o tablet è la Polizia Postale con un postpubblicato sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia”. Questo il testo dell’allerta della Polizia Postale corredata dallo screenshot del messaggio che è possibile ricevere e che è bene conoscere: “Se non abbiamo richiesto di reimpostare la password dell’account di Facebook diffidiamo da questi messaggi”. Insomma, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è solo sufficiente innalzare la soglia della nostra attenzione quando si ricevono messaggi di questo tipo per evitare di cadere nella trappola di hacker o truffatori telematici e cancellarli immediatamente. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email [email protected] o [email protected]sportellodeidiritti.org per valutare tempestivamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.                                                                                                                                                                           Giovanni D’AGATA

Chi è il whistleblower? Guida alla nuova legge per chi denuncia abusi negli uffici

Dopo tre anni di silenzi, la Camera dei Deputati approva la legge sul whistleblowing. Chi denuncia un illecito commesso da un collega o dall’impresa stessa sarà tutelato dalle autorità, vediamo in che modo.
Approvata alla Camera dei Deputati la nuova legge sul whistleblower, una figura molto comune nelle società anglosassoni ma poco in Italia.
Adesso che la legge sul whistleblowing è stata approvata in Parlamento, però, ne sentiremo parlare più spesso. Ecco perché rispondere alla domanda chi è il whistleblower è molto importante per capire di cosa tratta la nuova legge che introduce delle tutele per chi denuncia dei comportamenti “poco regolari” dei propri colleghi o datori di lavoro.
 
Chi è il whistleblower?
Una parola difficile da pronunciare e quasi impossibile da tradurre vista la mancanza di un termine simile nel nostro dizionario (letteralmente sarebbe “il soffiatore di fischietto”): il whistleblower è quel dipendente che denuncia un illecito messo in atto nel proprio ufficio, ma con la garanzia della segretezza.
 
La denuncia infatti non potrà mai essere anonima, ma l’identità di chi segnala l’illecito dovrà restare segreta. La segretezza ha valore assoluto quando la denuncia viene presentata all’Anac e agli organi interni anticorruzione, processo civile e contabile. Discorso differente per i processi penali, nei quali l’identità del denunciante verrà svelata alla chiusura delle indagini preliminari, come d’altronde stabilito dal Codice.
 
Il whistleblower quindi è colui che pur denunciando un’irregolarità della propria azienda – sia privata che pubblica – è protetto dall’anonimato e quindi non deve temere per il suo futuro lavorativo. Chi denuncia un abuso inoltre non potrà subire ritorsioni, quali ad esempio un demansionamento o persino un licenziamento.
Infatti, qualora il datore di lavoro decida di licenziare il whistleblower, questo viene immediatamente reintegrato nel posto di lavoro. Nessuna misura di restrizione quindi potrà essere applicata nei confronti di chi denuncia un illecito sul posto di lavoro.
 
Vengono meno le norme sul segreto d’ufficio. La nuova legge, infatti, stabilisce che per garantire l’integrità delle amministrazioni – sia pubbliche che private – si possono rilevare anche le notizie coperte dall’obbligo di segreto d’ufficio, professionale, scientifico o industriale.
 
Ma attenzione perché per chi dichiara il falso, utilizzando la denuncia come strumento di calunnia o diffamazione, è previsto il licenziamento.
 
Cosa cambia per l’azienda?
L’azienda da parte sua è obbligata a dare immediata segnalazione all’organo di competenza di una denuncia di illecito ricevuta da un proprio dipendente, pena una sanzione elevata. Ma il dipendente può segnalare l’illecito anche rivolgendosi direttamente agli organi incaricati, come l’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), la Corte dei Conti o all’autorità giudiziaria.
 
Come abbiamo visto chi denuncia non potrà essere oggetto di alcuna ritorsione dell’azienda; per chi effettua discriminazioni sono previste delle sanzioni molto severe.
 
A tal proposito è bene segnalare che la nuova legge sul whistleblower inverte l’onere della prova. Non sarà chi denuncia, infatti, a dover presentare le prove di una discriminazione, ma l’azienda stessa dovrà dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati.
 
Legge sul whistleblower: opinioni
La Camera dei Deputati ha approvato questa legge con 357 voti favorevoli – Partito Democratico e Movimento 5 Stelle su tutti – 15 astenuti e 46 contrari (Forza Italia).
 
È stato Raffaele Cantone – presidente dell’ANAC – uno dei principali promotori della legge, da lui definita come una “norma di civiltà”. Soddisfatte anche le associazioni Trasparency e Riparte il Futuro che hanno dato un importante contributo affinché la legge venisse approvata, dopo tre anni in cui è stata ferma in Parlamento.
 
In ambito politico, come abbiamo visto, la legge è stata voluta particolarmente dal Movimento 5 Stelle, il quale tre anni fa ha portato il ddl in Parlamento. “Abbiamo vinto” ha dichiarato Grillo, mentre gli stessi presidenti delle Camere – Laura Boldrini e Piero Grasso – si sono detti molto soddisfatti.
 
Contrari invece i forzisti, come Stefano Parisi, il quale teme che la legge sul whistleblower possa essere uno strumento che “incoraggia le vendette e le invidie sul posto di lavoro”.

Allerte e richiami alimentari. Nasce l’app “FoodSafeIT” nuovo strumento per informare istantaneamente i consumatori

Lo “Sportello dei Diritti”, da anni impegnato anche in una costante e quotidiana informazione su allerte e richiami alimentari da parte delle autorità nazionali ed europee ed imprese dell’alimentare, è entusiasta nell’annunciare il lancio al pubblico dell’app FoodSafeIT realizzata da Carlo Alberto Spinoso, dottore in Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. FoodSafeIT è una app gratuita che permette di ricevere in tempo reale tutte le informazioni su allerte e richiami alimentari che si verificano in Italia ed è quindi un nuovo strumento a tutela della salute dei consumatori. L’obiettivo dello sviluppo di questa app, è quello di comunicare tempestivamente, in modo chiaro, semplice e puntuale tutte le informazioni sui richiami alimentari ai consumatori affinché questi possano identificare e gestire correttamente il prodotto oggetto di allerta. Condividendo gli intenti ed il pensiero del dottor Spinoso, in questi anni di attività abbiamo appurato che non è corretto lasciare al solo consumatore il compito di informarsi su ipotetiche allerte, in quanto il rischio per la salute che caratterizza i richiami alimentari è molto alto e dovrebbe essere supportato da un’informazione immediatamente conoscibile da parte del consumatore per orientarlo correttamente nelle proprie scelte e per salvaguardare preventivamente la propria salute.

L’App è disponibile gratuitamente sul PlayStore, non ha alcun fine di lucro, ed è scaricabile dal Play Store (Android)

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.garritano.foodsafe&hl=it

A breve l’applicazione sarà disponibile anche per dispositivi IOS (iPhone/iPad).

Questo è il link al sito web: http://www.foodsafeit.com/

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, fa sapere che d’ora in avanti tutte le allerte e richiami alimentari comunicati dall’associazione verranno pubblicati anche tramite l’app FoodSafeIT

Nascite, nozze e lutti: confermato il contributo da 150 mila euro per i regionali

PALERMO. Confermato per il 2017 il contributo di 150 mila euro per erogare ai regionali gli assegni per nozze, lutti o per le borse di studio dei figli. L’assessore regionale alla Funzione pubblica, Luisa Lantieri, ha firmato il decreto che conferma il budget erogato negli ultimi due anni, dopo una serie di tagli che avevano ridotto in maniera sostanziosa l’importo che nel 2013 arrivava a 270 mila euro.

Il provvedimento sarà pubblicato adesso in Gazzetta ufficiale e dovrebbe prevedere grosso modo gli stessi importi dei benefici destinati ai dipendenti regionali in servizio o in quiescenza, ai familiari a carico, ai titolari di pensioni indirette, di reversibilità o di assegni vitalizi. Il contributo per i familiari a carico prevede comunque un tetto di poco meno di 3 mila euro di reddito come limite massimo per poter beneficiare dell’assegno
Salvo sorprese, dunque, il bando dovrebbe prevedere la possibilità di ottenere assegni da 150 euro per la nascita di un figlio o per le nozze e di 500 euro come contributo alle spese sostenute per un lutto in famiglia. Cifre che potrebbero essere ritoccate sia nel totale di ogni singolo importo sia nello stanziamento complessivo di ogni voce.
La Regione erogherà anche sussidi a orfani di dipendenti regionali e contributi da 240 a 560 euro per chi frequenta l’asilo o si iscrive all’università. Previste annualmente anche borse di studio fino a 500 euro per i figli dei regionali. Il bando dovrebbe essere a breve pubblicato in Gurs: a quel punto sarà fissato il termine ultime entro cui presentare le istanze e l’importo esatto dei singoli contributi.

“Gite scolastiche in Sicurezza” Rinnovata la collaborazione Miur-Polizia Stradale

Si rinnova la collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Polizia di Stato in vista dei viaggi di istruzione. “Gite scolastiche in sicurezza”, questo il nome dell’iniziativa congiunta, mette a disposizione delle istituzioni scolastiche la competenza e il supporto della Polizia Stradale. A rinnovare la collaborazione, stamattina al Miur, sono stati Gabriele Toccafondi, Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Rosa De Pasquale, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, e Giuseppe Bisogno, Direttore del Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno.

Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato che la richiesta di intervento della Polizia Stradale non è obbligatoria, ma si intende come un servizio a disposizione delle scuole. Le istituzioni scolastiche potranno segnalare alla Polizia Stradale i loro viaggi o programmare controlli lungo l’itinerario, che saranno effettuati a campione, inviando richiesta scritta tramite modulo preposto.  Inoltre, le scuole potranno richiedere,  prima della partenza l’intervento della Sezione polizia Stradale della provincia di appartenenza per un controllo del mezzo di trasporto e per la verifica dell’idoneità del veicolo e del conducente.

Gravi incidenti verificatisi in Italia ed all’estero, la giovane età dei trasportati e la tendenza delle gite a concentrarsi in specifici periodi dell’anno, sono elementi che fanno emergere l’importanza di porre l’attenzione alla sicurezza dei viaggi di istruzione. Il MIUR e la Polizia di Stato hanno diramato informazioni utili alle istituzioni scolastiche per l’organizzazione in sicurezza delle gite, con indicazioni basilari sulla scelta e la regolarità delle imprese di trasporto, sull’idoneità del conducente e sulle condizioni generali dei veicoli, al fine di garantire un sereno svolgimento dei viaggi d’istruzione. Nel corso della mattinata sono stati presentati anche i risultati dei controlli dello scorso anno. Nel 2016 la Polizia Stradale ha impiegato 10.615 pattuglie per il controllo di 15.546 autobus (di cui 10.126 su richiesta delle scuole), pari al 15% circa del parco veicolare in Italia, rilevando irregolarità su 2.549 veicoli (1.287 di quelli controllati su richiesta delle scuole).

Le principali violazioni accertate hanno riguardato irregolarità documentali (2.117 violazioni); inefficienza dei dispositivi di equipaggiamento quali, ad esempio, pneumatici lisci, cinture di sicurezza guaste, fari rotti ecc. (624 violazioni); mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo (449 violazioni); eccesso di velocità (262 violazioni); carte di circolazione ritirate (68); patenti di guida ritirate (46) e omessa revisione (36).

La ripresa dei controlli nell’anno in corso ha già dato i primi risultati. A Siena è stato multato un conducente che percorreva ad alta velocità il tratto di strada tra Siena e Firenze, viaggiando a 100 Km/h dove il limite di velocità imposto da un cantiere era di 40 Km/h. A Reggio Emilia, durante i controlli prima di una partenza, sono state riscontrate irregolarità che hanno portato alla sostituzione dell’autobus: uscite di sicurezza inefficienti, cinture di sicurezza non regolari, vetro parabrezza incrinato.

“I numeri registrati lo scorso anno – ha osservato il Sottosegretario Gabriele Toccafondi – ci dicono che dobbiamo continuare in questa direzione, proseguendo con i controlli sui mezzi che portano le nostre ragazze e i nostri ragazzi in gita. Dobbiamo fare un’azione positiva di sicurezza per le studentesse e gli studenti e far comprendere loro l’importanza di questo tema continuando anche con l’educazione stradale, ad esempio attraverso il progetto Icaro che abbiamo realizzato in collaborazione sempre con la Polizia Stradale. Progetto che ha portato ad una reale sensibilizzazione e responsabilizzazione delle ragazze e dei ragazzi. Da un anno – ha ricordato Toccafondi – il Miur ha creato anche un sito ad hoc, www.edustrada.it, al quale tutti diversi soggetti istituzionali collaborano mettendo online progetti di educazione stradale che sono liberi e gratuiti per tutti gli utenti. Ad oggi 1.100 scuole sono registrate e 13.500 sono gli utenti che lo utilizzano regolarmente. Segno che il tema della sicurezza stradale è entrato a pieno nel percorso educativo. Un percorso che non facciamo mai da soli – ha aggiunto – ma in collaborazione con gli operatori del settore”.

Gite sicure è una delle iniziative, tra quelle che portiamo avanti, della quale vediamo maggiormente i frutti – ha dichiarato il Direttore del Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, Giuseppe Bisogno -. È un esempio virtuoso di sostanziale collaborazione istituzionale. E non potevamo fare diversamente visto che già da anni la Polizia di Stato e il Ministero dell’Istruzione fanno educazione stradale nelle scuole. L’attenzione alle gite scolastiche c’è sempre stata da parte della Polizia Stradale, ma dallo scorso anno abbiamo voluto fare qualcosa di più strutturale sul territorio, grazie alla collaborazione con il Miur. I risultati del 2016 sono soddisfacenti e su quella base dobbiamo continuare perché queste campagne hanno un forte effetto deterrente su chi non vuole rispettare le regole. L’educazione stradale è un tema fondamentale per la formazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi – ha ricordato Bisogno – se pensiamo che la sicurezza sulle strade è ancora un problema nel nostro Paese. Nel 2015, infatti, sono stati 3.428 i morti sulle strade e nello stesso anno, per la prima volta dopo molti anni, si è registrato di nuovo un aumento dei decessi per incidenti stradali dopo anni di trend in diminuzione”.

“Questo è il periodo in cui le scuole iniziano le gite e ci è sembrato il momento giusto per far arrivare agli istituti una nota dedicata e, con questa conferenza stampa, ricordare a tutti, famiglie, studentesse e studenti, direttori scolastici e docenti che il Ministero e tutta la comunità educante tengono all’incolumità delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi che devono poter vivere questi importanti momenti di formazione e crescita in piena sicurezza”, ha concluso la Capo Dipartimento Rosa De Pasquale.

Link al video: https://www.youtube.com/watch?v=3dOomkkAw3Q&feature=youtu.be

Le slide:

https://www.slideshare.net/miursocial/gite-scolastiche-in-sicurezza-i-dati-dei-controlli-2016

Il numero di Blue Whale non esiste, ecco cos’è davvero lo 0516041111

Il numero di Blue Whale non esiste, ecco cos’è davvero lo 0516041111
Il numero che circola in una catena di WhatsApp è il centralino di un esercizio commerciale nel bolognese, e non ha nulla a che fare con il gioco della morte Blue Whale. Ecco cosa ci hanno risposto al telefono
Da qualche giorno circola su WhatsApp una catena di Sant’Antonio relativa al fantomatico gioco della morte Blue Whale. Il medesimo testo, con piccole modifiche, sta avendo molte condivisioni anche su Facebook e via sms. Questo è il contenuto del messaggio (ripulito dagli errori grammaticali): *Attenzione* Non rispondete se vi chiama il numero 0516041111, è della Blue Whale. *Fate girare*.

Al di là dell’assurdità della notizia, l’idea che Blue Whale abbia inizio con una telefonata è in disaccordo con tutte le precedenti leggende e versioni pseudoufficiali che circolano a proposito del gioco. Blue Whale, poi, non esiste come organizzazione o società riconosciuta, dunque non possiede certo un numero di telefono ufficiale. Certo, ogni bambino e ragazzino dovrebbe essere istruito a non rispondere a telefonate di sconosciuti, e soprattutto a non fidarsi e a non dare informazioni personali a chi chiama da numeri privati o non salvati in rubrica. In questo caso, però, il numero di telefono condiviso nel messaggio non è affatto minaccioso o sospetto.

Come fatto notare anche dai principali siti di debunking italiani (qui, per esempio), il numero 0516041111 corrisponde a una sede legale di Coop Alleanza 3.0, e in particolare all’esercizio commerciale di Villanova di Castenaso, in provincia di Bologna (il cui prefisso è, appunto, 051).