Il miglior vino bio 2018 viene da Campobello di Licata

Resi noti i risultati I risultati del Concours Mondial de Bruxelles 2018, che si è tenuto a Pechino dal 10 al 13 maggio il Maria Costanza Rosso riserva 2013 è il Vino Biologico Rivelazione 2018

Oltre 9.180 i vini, provenienti da 50 paesi, che si sono affrontati per ottenere un riconoscimento, considerato fra i più prestigiosi del panorama enologico internazionale.

Erano 330 i giudici, in rappresentanza di 50 paesi, che hanno degustato alla cieca e valutato i vini in concorso.

La giuria internazionale ha attribuito medaglie d’argento, d’oro e grandi medaglie d’oro a vini provenienti dai quattro angoli del mondo.

Oltre a questi, come ogni anno, la giuria ha assegnato i premi rivelazione. Sei premi assegnati ad altrettanti vini: uno per ciascuna categoria (spumante, bianco, rosso, rosé, fortificato).

La Sicilia grazie all’Azienda Agricola G. Milazzo di Campobello di Licata (Agrigento) si aggiudica il Premio Rivelazione internazionale 2018 per la categoria vino biologico.

I vini che si aggiudicano tale titolo vengono considerati i Campioni del Mondo. Ed è il secondo anno consecutivo che l’Azienda Milazzo può vantare questo titolo.

Lo scorso anno si era aggiudicato il Premio Rivelazione Vino Rosso 2017 grazie al Terre della Baronia.

“Per il secondo anno consecutivo, un nostro vino si può fregiare del titolo di Campione del mondo: La Sicilia in testa, sempre di più” Così sui social network l’Azienda Agricola G. Milazzo condivide con gli appassionati di grandi vini l’orgoglio per aver portato, per il secondo anno consecutivo, un vino siciliano sulla vetta del mondo.

Un risultato che si aggiunge ad un già ricchissimo palmares del Maria Costanza rosso che ha ottenuto i più importanti riconoscimenti nei più prestigiosi concorsi enologici internazionali. Continua a leggere

Alimentazione sana, protocollo tra l’Itte Majorana e Slow Food

majorana_slowfood_200_200Per la prima volta in collaborazione con l’I.T.T. E. Majorana di Milazzo, l’Associazione no profit Slow Food, nelle vesti del presidente Saro Gugliotta, trasferisce sui banchi la cultura del cibo. A introdurre la conferenza sul tema dell’alimentazione consapevole il dirigente Stello Vadalà che, rivolgendosi ai numerosi studenti presenti nell’aula magna dell’Istituto, sottolinea quanto essenziale sia nutrirsi in maniera intelligente. “L’Expo e la Slow Food sono la chance che dobbiamo sfruttare – aggiunge Vadalà – per acquisire consapevolezza sul cibo e sull’importanza di una sana alimentazione. Spesso i giovani trascurano certe tematiche, a dispetto della loro stessa salute nonché della valorizzazione del proprio territorio in ambito agroalimentare che potrebbe derivarne”.

Ed è proprio per la salvaguardia e il consumo dei prodotti d’eccellenza del territorio che si adopera l’Associazione Slow Food, col suo bagaglio venticinquennale di esperienza in tutto il mondo. Da Bra, in provincia di Cuneo, la Slow Food si è estesa a macchia d’olio in tutto il mondo, allo scopo di restituire valore al cibo, nel rispetto di chi lo produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie inoltre ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Il protocollo di intesa fra il Majorana e la Slow Food – sezione Val Demone in provincia di Messina, nasce nell’ambito del progetto Expo 2015, cui scuola e Associazione si preparano, e si prefigge di proseguire in futuro, sensibilizzando sempre nuove generazioni. Biodiversità e dieta mediterranea sono i temi centrali dell’Expo sui quali stanno lavorando i giovani studenti del Majorana, nella misura in cui l’Expo si apre alle scuole e le coinvolge, e coincidono esattamente con i valori essenziali della Slow Food. “Buono, pulito e giusto” è il cibo su cui si sofferma il presidente Gugliotta, definendone le caratteristiche, durante la conferenza. Grande l’attenzione dei presenti, a riprova di quanto indispensabile sia, oggi, l’educazione alimentare rivolta ai giovani.

fonte articolo Oggi milazzo