Teatro Mandanici, il “regalo” di Tullio Solenghi

Barcellona Pozzo di Gotto – L’aveva raccontato dietro le quinte de “Le parole volano”: durante uno spettacolo del Trio a Roma c’era stato un vero allarme bomba; solo che il pubblico non ci aveva creduto; aveva pensato che facesse parte dello show e non aveva lasciato la platea. Capita quando gli spettatori si stanno molto divertendo.

Ed è capitato anche ieri, al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto. Tanto che Tullio Solenghi, protagonista del “Decameron”, è rimasto a lungo “bloccato” dagli applausi sul palco e ha chiuso il sipario al grido di “c’è una bomba in teatro”, uno scherzo complice tra lui e la sala, l’ennesimo momento di amicizia che l’attore ha regalato alla comunità del Longano. Regalo, sì, perché come Solenghi ha detto scherzosamente nel pomeriggio, durante la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione allo stage, per il teatro Mandanici, per il sindaco Roberto Materiae per il direttore artistico Sergio Maifredi l’artista ha compiuto un atto che per un genovese è “contro natura”: in questo “Decameron” si è esibito gratis.

 

Uno dei tanti “sì” che Solenghi ha offerto a Barcellona Pozzo di Gotto, non meno importante di quello che l’ha condotto anche in visita alla casa circondariale diretta da Nunziante Rosania. Un incontro, pure questo, che l’attore ha gestito con delicatezza e sensibilità, strappando sorrisi e confidenza in un contesto decisamente inusuale. La giornata di Solenghi, fuori e dentro il teatro, on stage e backstage, è stata insomma di quelle da ricordare.

 

Non per caso. L’attore ha voluto ripercorrere il proprio legame con la Sicilia e ha raccontato di essere stato “scoperto” e portato in tv da Pippo Baudo, ma anche di aver avuto l’occasione, da attore alle prime armi, di stare al fianco del grande Turi Ferro.

 

Momenti che hanno segnato la sua vita professionale. Anche per questo, nel congedarsi dai cinque giovani stagisti, Martina Genovese, Veronica Giambò, Dario Lombardo, Graziano Molino e Fabio Pirrotta, Solenghi ha augurato loro che nei prossimi anni possano ricordare l’esperienza al Teatro Mandanici come un passaggio importante nel percorso di realizzazione dei loro sogni artistici. 

Sesso. Qual è la durata reale di un uomo a letto?

Uno studio recente ha dimostrato che molti uomini sovrastimano la loro virilità

La ricerca condotta da Journal of Sexual Medicine su un campione di 500 coppie eterosesuali monitorate per un mese ha dimostrato la durata media reale a letto dell’uomo. In altre parole quanto impieghiamo normalmente a raggiungere l’orgasmo durante un rapporto sessuale.

Il primo risultato notevole è che il 31% degli uomini coinvolti, prima di essere monitorati, avevano decisamente sovrastimato la loro resistenza al raggiungimento del piacere. Quindi qual è la durata media? Sei minuti!

La maggior parte degli uomini dura tra i 4 e gli 11 minuti. Questo all’interno di un range che va dai 6 secondi a oltre i 50 minuti. E oltre i 21 minuti certamente si è dei veri fenomeni. In un certo qual modo “anormali”.

A SANTAGATA MILITELLO LA IV EDIZIONE DEL PREMIO ANTIMAFIA „FRANCESCA SERIO”

Il prossimo sabato 18 novembre 2017, a Sant’Agata Militello, si terrà presso il Castello Gallego, la quarta edizione del premio “Francesca Serio”. Un premio antimafia nato per affermare il diritto delle siciliane, dei siciliani ad un futuro libero dalla mafia e dalla sopraffazione.
*** Il premio organizzato dal Circolo Socialista Nebroideo Indipendente “Italo Carcione” in collaborazione con l’Associazione URIOS e l’Associazione Nazionale Amici di Attilio Manca, vedrà dopo il saluto delle Autorità cittadine rappresentate dal Sindaco,
Dott. Carmelo Sottile,dal presidente del Civico Consesso, Avv. Melinda Recupero e dal Dirigente del Commissariato di P.S., Dott. Daniele Manganaro e del Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi, Dott. Giuseppe Antoci gli interventi di:

 di Augusta Schiera
 di Vincenzo Agostino
 Fabio Cannizzaro, responsabile del Circolo Socialista Nebroideo Indipendente
”Italo Carcione” e Coordinatore Regionale di Risorgimento Socialista della Sicilia;
 dello scrittore Luciano Armeli Iapichino;
 dell’ avvocato Gianluca Manca
È inoltre previsto l’intervento dell’ex magistrato ed avvocato Antonio Ingroia
Sarà un’occasione concreta per inverare l’esempio di una siciliana eccezionale, Francesca
Serio, prima donna in Sicilia ed in Italia, che si oppose, a viso aperto, alla mafia che, il 16 maggio 1955, le aveva ucciso il figlio: il militante e sindacalista socialista Salvatore Carnevale.
I Socialisti del Circolo Nebroideo Indipendente “Italo Carcione” ricorderanno Francesca Serio conferendo un premio, a Lei intitolato, che vuole rappresentare un occasione di  concreta vicinanza e solidarietà a tutte quelle donne che in Sicilia, e non solo , hanno lottato e lottano contro le mafie per la verità, per la giustizia e contro ogni forma di violenza e sopraffazione.
Il premio verrà assegnato, in questa terza edizione, a Augusta Schiera e Vincenzo  Agostino rispettivamente , madre e padre di Nino Agostino e suoceri di Ida Castelluccio, ambedue barbaramente assassinati da mano mafiosa, a Villagrazia di Carini, il 5 agosto 1989”.

 

Per ulteriori informazioni o chiarimenti: [email protected]

L’Arch. Pino Falzea, Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Messina, nominato Presidente della Consulta degli Ordini degli Architetti P.P.C. di Sicilia

L’Arch. Pino Falzea durante la seduta svoltasi ad Agrigento il 13 novembre scorso, è stato nominato Presidente della Consulta degli Ordini degli Architetti P.P.C. di Sicilia
Le prime parole a caldo dopo la nomina: “Durante le prossime settimane, insieme ai presidenti degli altri Ordini siciliani che compongono la Consulta Regionale, che ringrazio per avermi voluto assegnare questo prestigioso ruolo, ed ai rappresentanti siciliani del Consiglio Nazionale, Rino La Mendola e Lilia Cannarella, programmeremo le iniziative necessarie affinché la cultura architettonica, la bellezza dei nostri luoghi, la riqualificazione e rigenerazione delle città siciliane, siano costantemente al centro dell’agenda politica regionale”.
“La nostra azione – prosegue Falzea – tenderà inoltre a stimolare l’Assemblea regionale perché vengano esercitate al meglio le prerogative che lo Statuto Speciale offre in materia urbanistica ed edilizia: lavoreremo per la stesura di una nuova legge sul ‘Governo del Territorio’ e per apportare le necessarie modifiche al testo unico dell’edilizia, al fine di agevolare sia i processi di rigenerazione e trasformazione urbana che le indispensabili azioni di semplificazione amministrativa, per frenare il consumo di suolo ed agevolare il  rammendo delle periferie e la riqualificazione dei centri storici. Lavoreremo inoltre per stimolare le amministrazioni locali affinché privilegino l’uso del concorso per gli affidamenti degli incarichi di progettazione delle opere pubbliche, per assicurare sempre la qualità del progetto ed aprire tale mercato anche ai giovani talenti. Ringrazio infine l’Arch. Lazzari, che mi ha preceduto alla guida della consulta, per l’ottimo lavoro svolto che tenterò di proseguire con la stessa passione e dedizione”.

Chi è il whistleblower? Guida alla nuova legge per chi denuncia abusi negli uffici

Dopo tre anni di silenzi, la Camera dei Deputati approva la legge sul whistleblowing. Chi denuncia un illecito commesso da un collega o dall’impresa stessa sarà tutelato dalle autorità, vediamo in che modo.
Approvata alla Camera dei Deputati la nuova legge sul whistleblower, una figura molto comune nelle società anglosassoni ma poco in Italia.
Adesso che la legge sul whistleblowing è stata approvata in Parlamento, però, ne sentiremo parlare più spesso. Ecco perché rispondere alla domanda chi è il whistleblower è molto importante per capire di cosa tratta la nuova legge che introduce delle tutele per chi denuncia dei comportamenti “poco regolari” dei propri colleghi o datori di lavoro.
 
Chi è il whistleblower?
Una parola difficile da pronunciare e quasi impossibile da tradurre vista la mancanza di un termine simile nel nostro dizionario (letteralmente sarebbe “il soffiatore di fischietto”): il whistleblower è quel dipendente che denuncia un illecito messo in atto nel proprio ufficio, ma con la garanzia della segretezza.
 
La denuncia infatti non potrà mai essere anonima, ma l’identità di chi segnala l’illecito dovrà restare segreta. La segretezza ha valore assoluto quando la denuncia viene presentata all’Anac e agli organi interni anticorruzione, processo civile e contabile. Discorso differente per i processi penali, nei quali l’identità del denunciante verrà svelata alla chiusura delle indagini preliminari, come d’altronde stabilito dal Codice.
 
Il whistleblower quindi è colui che pur denunciando un’irregolarità della propria azienda – sia privata che pubblica – è protetto dall’anonimato e quindi non deve temere per il suo futuro lavorativo. Chi denuncia un abuso inoltre non potrà subire ritorsioni, quali ad esempio un demansionamento o persino un licenziamento.
Infatti, qualora il datore di lavoro decida di licenziare il whistleblower, questo viene immediatamente reintegrato nel posto di lavoro. Nessuna misura di restrizione quindi potrà essere applicata nei confronti di chi denuncia un illecito sul posto di lavoro.
 
Vengono meno le norme sul segreto d’ufficio. La nuova legge, infatti, stabilisce che per garantire l’integrità delle amministrazioni – sia pubbliche che private – si possono rilevare anche le notizie coperte dall’obbligo di segreto d’ufficio, professionale, scientifico o industriale.
 
Ma attenzione perché per chi dichiara il falso, utilizzando la denuncia come strumento di calunnia o diffamazione, è previsto il licenziamento.
 
Cosa cambia per l’azienda?
L’azienda da parte sua è obbligata a dare immediata segnalazione all’organo di competenza di una denuncia di illecito ricevuta da un proprio dipendente, pena una sanzione elevata. Ma il dipendente può segnalare l’illecito anche rivolgendosi direttamente agli organi incaricati, come l’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), la Corte dei Conti o all’autorità giudiziaria.
 
Come abbiamo visto chi denuncia non potrà essere oggetto di alcuna ritorsione dell’azienda; per chi effettua discriminazioni sono previste delle sanzioni molto severe.
 
A tal proposito è bene segnalare che la nuova legge sul whistleblower inverte l’onere della prova. Non sarà chi denuncia, infatti, a dover presentare le prove di una discriminazione, ma l’azienda stessa dovrà dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati.
 
Legge sul whistleblower: opinioni
La Camera dei Deputati ha approvato questa legge con 357 voti favorevoli – Partito Democratico e Movimento 5 Stelle su tutti – 15 astenuti e 46 contrari (Forza Italia).
 
È stato Raffaele Cantone – presidente dell’ANAC – uno dei principali promotori della legge, da lui definita come una “norma di civiltà”. Soddisfatte anche le associazioni Trasparency e Riparte il Futuro che hanno dato un importante contributo affinché la legge venisse approvata, dopo tre anni in cui è stata ferma in Parlamento.
 
In ambito politico, come abbiamo visto, la legge è stata voluta particolarmente dal Movimento 5 Stelle, il quale tre anni fa ha portato il ddl in Parlamento. “Abbiamo vinto” ha dichiarato Grillo, mentre gli stessi presidenti delle Camere – Laura Boldrini e Piero Grasso – si sono detti molto soddisfatti.
 
Contrari invece i forzisti, come Stefano Parisi, il quale teme che la legge sul whistleblower possa essere uno strumento che “incoraggia le vendette e le invidie sul posto di lavoro”.

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In ogni caso serve una rivoluzione: questa Nazionale è figlia del sistema

Club miopi e scollegati dal mondo azzurro. Un campionato da riformare. Scuole calcio inadatte. E non è colpa degli stranieri

Fine di una storia. Zero, zero gol, zero in tutto. Una disfatta, un fallimento. Nessun alibi. Sfortuna, errori, limiti.

Non serve più a nulla rifugiarsi nella disperazione e nella vergogna. L’Italia fuori dal mondiale è una notizia colossale, non ha analogie, dopo sessant’anni restiamo a guardare gli altri. E lo facciamo per demeriti, non per altro. La commedia è conclusa come era incominciata, nell’ambiguità, nella scelta di un allenatore mediocre e di un gruppo che ha smarrito la dote che l’aveva accompagnata da sempre, lo stellone. Si chiudono le storie di grandi interpreti ma è il momento di fare Punto e a capo, è ora di cambiare. Quest’ultima lezione deve servire a cambiare la testa, non soltanto le teste del nostro calcio. L’Italia del football viaggia a due velocità: quella dei club e quella della federazione. Le società badano esclusivamente ai propri interessi commerciali, agli obiettivi di bilancio e ai risultati tecnici. Non tutte sono in regola, anzi, ricordando le parole dello stesso presidente federale, Tavecchio, sarebbero pochissime, si contano sulle dita di una mano, quelle autorizzate ad iscriversi ai campionati. Ecco il primo problema. L’omertà, la complicità, un sistema al quale manca la visione dello stesso, oltre al coraggio di denunciare e smascherare la furbata. Se un tecnico di categoria inferiore, come Pochesci, osa alzare il tono, è subito costretto a chiedere scusa e a pentirsi, essendo anche deferito agli organi di giustizia, piuttosto che essere convocato per capire le ragioni del suo sfogo e farne parte. La lesa maestà regna ancora in un mondo ingessato e gonfio di privilegi, una casta vera e propria.

La nazionale dovrebbe essere il prodotto finale di un lavoro che coinvolga tutto il mondo del football ma così non è, anzi è elemento scomodo per le strategie dei club, per l’egoismo dei tecnici e, al tempo stesso, vive una vita solitaria, separata dal resto delle altre rappresentative azzurre, mai in sincronia tecnica e tattica, di programmazione e di progetto. La federazione non va mai oltre il proprio condominio; avrebbe dovuto intuire e capire che la riforma dei campionati, prima di tutto, insieme con un disegno chiaro e organizzato sulle scuole calcio, sarebbe il primo passo di una grande riforma, da imporre e non da proporre o suggerire timidamente. La riforma deve partire dal governo, da ministri che, invece, esibiscono tronfi la propria carica ma non passano alla storia, mai, per interventi decisivi, strutturali, in sinergia con il ministero dell’istruzione. Lo sport nelle scuole è la base, è un fenomeno di cultura sociale, ne è la vitamina, il gioco del football non trova più spazio in nessun istituto, non si gioca negli oratori, non si gioca per strada, le scuole calcio sono siti, in alcuni casi opachi, disordinati tra loro, non c’è un disegno comune, la federazione non monitora, non vigila, non insegna, pur potendo contare su centinaia di docenti, ex calciatori e allenatori disoccupati, che potrebbero servire allo scopo e avendo a disposizione un centro tecnico, Coverciano, all’avanguardia. E, per evitare equivoci, non è un problema di invasione di stranieri. Nel duemila e sei avevamo la casa piena di foreign players ma arrivò il titolo mondiale.

Per attuare questo cambio di direzione serve una volontà politica e strategica, servono uomini forti, autorevoli, in grado di affrontare le questioni senza compromessi atti a raccogliere voti. L’immagine che offriamo all’estero è sconfortante. Passa attraverso le vicende di criminalità dei tifosi, le faziose sentenze della giustizia sportiva, i lamenti provinciali, nei tornei Uefa, di allenatori e dirigenti, una governance modesta, inadeguata, datata, polverosa. Non è facile individuare le figure capaci di prendere il comando, il potere ubriaca profili modesti, anche se l’esperienza offerta dal management di alcuni club dovrebbe servire come insegnamento. In caso contrario non cresceremo mai, continuando a vivere di speranze, di proteste e di telefonate ambigue. Credo, allora, che siano tutte, grandi illusioni. Archiviata la nazionale e la sua disfatta, torna immediatamente in scena l’Italia dei campanili, il derby di Roma, le altre sfide di serie A, il Var, i dibattiti sul quattrotretre.

In questo siamo campioni del mondo. Unici, imbattibili.

http://www.ilgiornale.it/news/sport/ogni-caso-serve-rivoluzione-questa-nazionale-figlia-sistema-1462956.html

Motivi di esclusione graduatorie ATA terza fascia e come fare ricorso

Lo scorso 30 ottobre sono scaduti i termini per consegnare i modelli di domanda per l’inserimento e l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia del personale ATA, per il triennio 2017 – 2020.

Nel DM 640 del 30 agosto 2017 relativo al bando ATA, il MIUR fornisce chiarimentisulle possibili cause che potrebbero rendere nulle le domande o far escludere gli aspiranti dagli elenchi. Il documento riporta anche indicazioni su come procedere per eventuali contestazioni e reclami.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su quali sono i principali motivi di esclusione dalle graduatorie ATA III fascia e come fare ricorso.

TERZA FASCIA GRADUATORIE ATA MOTIVI DI ESCLUSIONE

Le cause che possono comportare l’eventuale nullità delle istanze o far escluderegli aspiranti dalle graduatorie di terza fascia del personale ATA sono diverse.

Le Amministrazioni scolastiche, infatti, a cui spetta la gestione delle domande, possono considerarle nulle se sono prive dei dati necessari richiesti o sono statepresentate oltre i termini di scadenza previsti dal bando. Inoltre, possono escludere gli aspiranti che, ad esempio, non hanno seguito correttamente tutto l‘iter per l’inserimento / aggiornamento in graduatoria, o non possiedono tutti i requisitinecessari, o hanno prodotto dichiarazioni false.

I principali motivi di esclusione dalle graduatorie terza fascia ATA per Assistenti Amministrativi e Tecnici, Cuochi, Infermieri, Guardarobieri, Addetti alle aziende agrarie e Collaboratori Scolastici (Bidelli) sono riportati nell’art. 8 del DM 640 del MIUR. Ecco quali sono le motivazioni indicate:

NULLITA’ DELLA DOMANDA

Sono considerate nulle le domande che presentano una o più delle seguenti condizioni:

mancanza della sottoscrizione (firma) dell’aspirante;

invio oltre il termine di scadenza utile per la presentazione, fissato al 30 ottobre 2017, in base all’art. 4 – comma 1 del DM 640 del 30 agosto 2017;

impossibilità di individuare le generalità dell’aspirante o la procedura o il profiloprofessionale per il quale presenta l’istanza (ad esempio per assenza o illeggibilità dei dati anagrafici, per mancanza di indicazione della figura professionale di riferimento e simili).

ESCLUSIONE DAGLI ELENCHI

L’esclusione degli aspiranti può essere disposta nei seguenti casi:

– presentazione della domanda presso diverse scuole, nella stessa provincia o in province diverse. In questo caso l’aspirante viene escluso da tutte le graduatoriedi circolo o di istituto in cui chiede l’inserimento e decade dalle graduatorie di circolo o di istituto in cui è inserito;

– invio della domanda online (Modello D3) per la scelta delle scuole senza aver prima presentato la domanda di inserimento o di conferma / aggiornamento, attraverso i Modelli D1, D2 e D4;

mancanza di uno o più requisiti tra quelli specifici di accesso alle graduatorie di circolo e d’istituto di terza fascia e quelli generali di ammissione, indicati negli articoli 2 e 3 del DM 640 del 30 agosto 2017. Vi ricordiamo, infatti, che l’inclusione nelle graduatorie avviene con riserva di accertamento dei requisiti di ammissione, pertanto l’Amministrazione scolastica può disporre in qualsiasi momento, attraverso apposito provvedimento recante la motivazione, l’esclusione di un aspirante che ne risulti privo;

– aver effettuato autodichiarazioni mendaci o aver prodotto certificazioni oautocertificazioni false. Chi produce documenti falsi non solo viene escluso dalla procedura di cui al DM 640, per tutti i profili e graduatorie di riferimento, e decade dalle stesse graduatorie, se inserito, ma incorre nelle sanzioni previste dagli artt.75 e 76 del DPR 28 dicembre 2000, n.445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).

COME FARE RICORSO?

E’ possibile presentare ricorso in caso di dichiarazione di nullità della domanda o di esclusione o contro le graduatorie? Si, la normativa vigente prevede la possibilità di presentare un reclamo al Dirigente dell’istituzione scolastica che gestisce la domanda di inserimento (ovvero della scuola a cui è stata presentata). Inoltre, consente agli aspiranti anche di chiedere che siano corretti eventuali errorimateriali.

Stando a quanto previsto dall’art. 9 del Decreto MIUR n. 640, sia il reclamo che l’eventuale richiesta di correzione devono essere prodotti entro 10 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie. Una volta che sono stati accolti o respinti i reclami e sono stati corretti gli errori materiali, l’autorità competente provvede ad approvare le graduatorie definitive. Anche dopo l’approvazione di queste ultime, è comunque possibile ancora impugnarle presentando ricorso giurisdizionale al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.

I candidati che presentano i ricorsi giurisdizionali, nelle more della definizione degli stessi e in possesso di provvedimenti giurisdizionali non definitivi, vengono inseritinelle graduatorie con riserva. L’iscrizione con riserva non comporta il diritto del ricorrente ad ottenere la proposta di contratto a tempo determinato.

Vi ricordiamo che eventuali contestazioni relative ai contratti di assunzione o per la mancata proposta di contratto di lavoro vanno rivolte al Dirigente scolastico della istituzione di riferimento. Per quanto non previsto dall’art. 9 vengono applicate, se esistono idonee condizioni, le disposizioni di cui al Capo XII del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Scuola 2006 / 09.

INFORMAZIONI E DOCUMENTI UTILI

Per ulteriori informazioni, mettiamo a vostra disposizione i seguenti documenti:

DM 640 30 agosto 2017, relativo all’inserimento e all’aggiornamento delle graduatorie ATA di terza fascia per il triennio scolastico 2017 – 2020;

CCNL Comparto Scuola, per il quadriennio normativo 2006 – 2009.

Vi ricordiamo che, nelle prossime settimane, il MIUR attiverà la procedura online per compilare e inviare l’Allegato D3 per la scelta delle istituzioni scolastiche, che va presentato tramite il servizio POLIS – Presentazione On Line delle IStanze. Inquesta pagina trovate tutti i dettagli.

Per tutti i dettagli relativi al bando ATA III fascia potete leggere questo approfondimento dedicato alle graduatorie di circolo e di istituto per svolgeresupplenze nelle scuole, nell’ambito del personale Amministrativo, Tecnico eAusiliario. Al suo interno troverete tante notizie utili sulla presentazione delle domande e sui requisiti richiesti, oltre a tutte le indicazioni per la presentazione del Modello D3.

In questa breve guida su come lavorare nel personale ATA potete trovare, inoltre, tutte le informazioni sulle figure professionali che lavorano nei ruoli amministrativi, tecnici e ausiliari del personale scolastico, sui titoli necessari, sulle graduatorie per le assunzioni e sulle modalità di reclutamento.

post di  https://www.ticonsiglio.com/motivi-esclusione-graduatorie-ata-terza-fascia-come-fare-ricorso/

5 motivi per affidarsi ad una Web Agency

Affidarsi a unaWeb Agency è una scelta che sa rivelarsi davvero decisiva per le PMIche intendono migliorare la loro visibilità e incrementare il loro business, non è un caso d’altronde il fatto che le aziende che effettuano degli investimenti anche minimi in queste strategie di Marketing riescano a sviluppare un business ben più importante rispetto a quelle che vi rinunciano, o comunque rispetto a quelle che optano per strategie di promozione di tipo tradizionale.
Quali sono dunque le 5 ragioni principali per affidarsi alla professionalità di una Web Agency? Scopriamole subito.

1 – Internet è il canale di comunicazione più potente in assoluto

La prima ragione per cui una PMI non dovrebbe mai fare a meno di rivolgersi a una Web Agency è rappresentata dal fatto che oggi il web è il media in assoluto più potente, e da questo punto di vista nessuno può avanzare dei dubbi.
Se si pensa ad altri canali in cui è possibile strutturare una strategia di promozione, come ad esempio riviste e quotidiani, manifesti, inserzioni pubblicitarie di vario genere e quant’altro, nessuno di essi è in grado di garantire i risultati conseguibili tramite unastrategia di Web Marketing ben strutturata.
In un recente passato il media più potente era considerato la televisione, ma anch’esso sta ampiamente cedendo il passo al web, senza trascurare il fatto che una pubblicità televisiva ha dei costi esorbitanti, neppur vagamente paragonabili a quelli delle varie strategie realizzabili in Internet.

2 – Valorizzare gli aspetti SEO

Oggi il web è un vero e proprio mare magnum di siti Internet, di conseguenza possedere un sito non può certo bastare per migliorare la propria visibilità e per accrescere la clientela.
In tale ottica sono fondamentali le strategie SEO, acronimo di Search Engine Optimization.
Queste soluzioni di Web Marketing sanno migliorare in modo notevole la visibilità di un sito Internet, collocandolo tra i primi risultati di Google in relazione a delle keyword coerenti con i suoi contenuti, e questo è un vantaggio competitivo davvero cruciale.
Non è necessario menzionare dei dati, d’altronde, per essere consapevoli del fatto che chiunque si rivolge a Google per le sue ricerche, e che allo stesso tempo si tende a visitare i primi risultati del motore.
È molto raro d’altronde che i primi siti web proposti da Google non offrano al navigatore quanto desiderato, di conseguenza non stupisce il fatto che le differenze in termini diaccessi giornalieri tra i primi siti web della SERP di Google e quelli immediatamente successivi siano davvero altisonanti.
Per assicurarsi servizi di questo tipo è necessario rivolgersi a delle agenzie specializzate, ovvero le cosiddette SEO Agency: un’azienda che può eseguire ottimizzazioni di questo tipo è ad esempio Web Net 3.0.

3 – Curare i Social Media

I Social Network sono ormai divenuti uno strumento importantissimo per curare la visibilità in rete di una PMI, di conseguenza meritano davvero una grande attenzione.
Il fatto che questi strumenti siano gratuiti e siano molto intuitivi nel loro utilizzo non deve far credere che essi possano essere gestiti senza la dovuta oculatezza e senza professionalità, e a tal riguardo sono davvero tantissime le PMI che commettono deglierrori grossolani nel curare la comunicazione su Facebook, Twitter, Instagram o siti web analoghi.
La gestione dei Social Media richiede una grande esperienza specifica ed è fondamentale nell’ottica della reputazione aziendale, proprio per tale ragione anche l’errore più banale ed apparentemente innocuo può avere dei risvolti molto negativi sull’immagine della PMI.
Nulla, insomma, può essere lasciato al caso.

4 – Curare la Brand Reputation

Il termine Brand Reputation identifica proprio l’aspetto a cui si è fatto riferimento nel punto precedente, ovvero il fatto che gli utenti che consultano il sito web di un’azienda, i suoi spazi Social e altri contenuti che la riguardano maturano un’idea circa la sua reputazione: tramite questi canali infatti un’azienda può essere percepita come professionale e blasonata o, all’opposto, approssimativa e inaffidabile.
Innumerevoli aspetti possono influire sulla Brand Reputation, e una Web Agency professionale è in grado di costruire per l’azienda cliente un’immagine seria e positiva, conservandola nel tempo.

5 – Vendere online

Il fatto che un’azienda curi al meglio la propria presenza online è utile non solo nell’ottica dell’immagine e del business, ma anche per tutte quelle imprese che intendono vendere direttamente su Internet.
Il mondo dell’e-commerce è ormai una realtà estremamente consolidata, e sono tantissimi i Case History di PMI che abbracciando il mondo del commercio elettronico hanno visto crescere in modo notevole i loro profitti, e magari sono riuscite a porre rimedio a delle situazioni di crisi.
Vendere su Internet può realmente spalancare delle grandi opportunità, ma anche in questo caso affidarsi ad una Web Agency è fondamentale, non solo per la mera realizzazione dell’e-commerce.
I fattori che possono influire sul successo di un sito dedicato alla vendita online di prodotti di qualsiasi genere sono tantissimi, e una Web Agency è in grado di curarli al meglio consentendo all’azienda cliente di sviluppare un business importante.
Sebbene il commercio elettronico sia un fenomeno relativamente recente, la concorrenza è davvero elevata in tutti i settori, di conseguenza per riuscire ad emergere la qualità è fondamentale, da intendersi sia come qualità dei prodotti che come qualità del sito Internet e delle varie strategie di Web Marketing adottate.

Cristina Catalfamo campionessa europea Master in carica, bronzo ai mondiali Master di Brazilian Jiu Jitsu

La farmacista Cristina Catalfamo,45 anni, atleta di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), campionessa europea Master in carica, ha ottenuto il bronzo ai mondiali Master di Brazilian Jiu Jitsu tenutesi il 29 agosto c.a., a Las Vegas. Cristina Catalfamo, ha combattuto nella categoria cintura viola, peso Piuma, Master 4. Ha perso in semifinale ai punti, l’incontro contro Ana Nieves atleta della Bonsai JJ Team di Chicago dopo 5 minuti di combattimento. La Siciliana Cristina Catalfamo, al suo rientro in Italia, è stata premiata dal suo maestro della Pro Fighting Roma, Gianfranco Delli Paoli che le ha consegnato la cintura marrone, diventando punto di riferimento femminile in Sicilia, di questa disciplina. Attualmente gestisce la Rolling JJ Sicilia, e insegna Brazilian Jiu Jitsu nella sua città.