TUTTI I DETTAGLI – BARCELLONA, DIVIETO DI DIMORA PER IL SINDACO. ARRESTATO L’EX ASSESSORE COPPOLINO. OBBLIGO DI DIMORA A SANTA TERESA PER SANTI ALLIGO: Misure cautelari a carico di amministratori del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto

In carcere da stamattina l’ex assessore allo Sport di Barcellona Pozzo di Gotto, Angelo Coppolino, e altre sette persone tra amministratori e funzionari del Comune sottoposte a misure cautelari per concussione, abusivismo e falso. L’indagine ha avuto inizio nel 2016, dopo una segnalazione anonima sui lavori di ristrutturazione di un B&B e del ristorante di fronte. Entrambi riconducibili all’ex assessore, costretto a dimettersi dopo che furono rese note le indagini a suo carico e il sequestro dei due locali. “A Coppolino va l’apprezzamento per il senso delle istituzioni dimostrato e per l’attività svolta come assessore, con passione e spirito di servizio”, aveva accolto così le dimissioni del suo assessore, il sindaco Roberto Materia.

L’indagine, già nota nel 2016, riguarda lavori completamente abusivi in pieno centro storico proprio alle spalle del Palazzo comunale, realizzati grazie alle coperture dell’ufficio tecnico, dell’ufficio abusivismo e sanatorie. Questo è quanto è emerso dalle indagini della polizia di Barcellona, coordinate dal pm Matteo De Micheli. Dall’alba di stamattina l’esecuzione delle misure.

ECCO I DETTAGLI

A vario titolo sono stati notificati atti con la sospensione del servizio per alcuni funzionari del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

I NOMI: Misure cautelari per il funzionario dell’ufficio tecnico Edilizia Privata Carmelo Rucci(sospeso dal servizio e ristretto ai domiciliari), Giuseppe Bonomo, Francesco Livoti e Salvatore Di Pietro, vice comandante dei vigili urbani (sospesi dal servizio). 

Divieto di esercizio per l’architetto Bruno Isgrò. Al sindaco Roberto Materia è stato notificato l’atto della Procura con cui si è disposto che il primo cittadino dimori fuori da Barcellona Pozzo di Gotto (il sindaco sarebbe intervenuto sospendendo l’incarico al Comandante dei Vigili Urbani Lino La Rosa, adesso a Messina). Obbligo di dimora a Santa Teresa di Riva per l’ex segretario Comunale Santi Alligo. 

 

IL COMUNICATO DELLA POLIZIA

Un indagine lunga e laboriosa quella che ha portato all’emissione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive ed interdittive nei confronti di amministratori e funzionari del Comune di Barcellona. Ad eseguirla i poliziotti del Commissariato locale; ad emetterla il Gip del Tribunale di quel Comune dott. Fabio Gugliotta. L’attività investigativa coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore Matteo De Micheli ha presso il via  nel 2014.

Intercettazioni telefoniche, acquisizione di tabulati, sopralluoghi, analisi e sequestro di documenti ed edifici sono alcuni degli strumenti investigativi che hanno permesso di muovere specifici addebiti a carico di:

COPPOLINO Angelo ex assessore allo Sport e Politiche Giovanili Sportive, Industria, Caccia e Pesca, Servizi Demografici e Toponomastica, Rapporti con i Quartieri, Programmazione e Manutenzione Impianti Sportivi;
DI PIETRO Salvatore Vice Comandante della Polizia Municipale;
RUCCI Carmelo funzionario dell’Ufficio Tecnico Edilizia Privata, Concessioni Edilizie e Sanatoria;
ISGRO’ Bruno, architetto;
LIVOTI Francesco, tecnico comunale;
BONOMO Giuseppe, tecnico comunale;
ALLIGO Santi, ex Segretario Generale;
MATERIA Roberto Sindaco del Comune di Barcellona P.G.

 

Irregolarità riguardanti immobili riconducibili al Coppolino ed ad alcuni suoi familiari originavano approfondimenti che lasciavano trasparire le pressioni esercitate dall’Assessore su tecnici e amministratori compiacenti al fine di occultare, per l’appunto, le macroscopiche difformità ed i conseguenti illeciti edilizi. False attestazioni, omissione di accertamenti, velocizzazione indebita delle relative pratiche, omissione di atti dovuti, in sintesi, le condotte che, dietro la sapiente regia del Coppolino il quale in tal modo ne traeva un ingiusto vantaggio patrimoniale, venivano perpetrate dagli indagati animati dalla speranza di ottenere futuri vantaggi. Nello specifico questi i reati contestati e le relative misure adottate:

concussione, induzione indebita di dare o promettere utilità, abuso d’ufficio e falso per il Coppolino, al quale è stata applicata la misura cautelare in carcere e per il Rucci sottoposto invece alla misura degli arresti domiciliari;

falso ed abuso d’ufficio per Isgrò, Livoti, Bonomo e Di Pietro cui viene altresi’ contestata l’induzione indebita di dare o promettere utilità sottoposti alla misura interdittiva della sospensione da ogni ufficio ricoperto all’interno del Comune ad eccezione dell’Isgrò a cui è stata imposta la misura del divieto di esercitare la professione di architetto per mesi 6;

uso di atti falsi e favoreggiamento personale per Alligo al quale è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza;

abuso d’ufficio per Materia, la cui condotta è rappresentata dall’avere revocato illegittimamente l’incarico dell’allora Comandante della Polizia Municipale, sottoposto al divieto di dimora e di ingresso nel Comune di Barcellona.

Fonte articolo http://www.stampalibera.it/2018/02/16/barcellona-misure-cautelari-coercitive-ed-interdittive-a-carico-di-amministratori-del-comune-di-barcellona-pozzo-di-gotto-concussione-abuso-dufficio-e-falso-i-reati-contestati/

Precedente Quel ''maledetto'' protocollo Antoci di Luciano Armeli Iapichino Successivo PON Scuola – contributi MIUR per Sport in classe